martedì 11 ottobre 2016

IL MAGNETE PIU' GRANDE


Quando sarò innalzato attirerò gli uomini a me “(Giovanni 12:32)

Coraggio collaboratori del Signore siate incoraggiati , se pensiamo di non farcela a portare le persone alla salvezza o  alla maturità , abbiamo il grande magnete a cui nessuno può resistere , mentre  predichiamo o testimoniamo della Sua morte , resurrezione e ascensione,  Lui ha promesso di attirare gli uomini a se.

Gesù risorto e vincitore è la grande calamita in mezzo agli esseri umani.

Abbiamo fiducia,  non siamo noi che portiamo Lui . ma è Lui che porta noi. E’ Gesù che porta la Sua chiesa in mezzo alle tempeste per farla arrivare sicura e trionfante al porto prestabilito. (Romani 15:12)

Se fossimo stati noi ad andare a Lui con una specie di religione è probabile anche che saremmo fuggiti da Lui, ma siccome è Lui che ci ha attirati con le Sue corde di amore allora non lo lasceremo. Se lui ha conquistato noi , conquisterà anche altri attraverso noi, come noi.  Nessun dubbio,  riguardo a questo deve prenderci.

Andiamo dunque con il nome di Gesù da coloro che sono in attesa di soccorso , e vediamo meravigliati come Lui li attira a se. (Matteo 28:20)

Nessuno tipo di uomo è più grande della potenza del Suo amore . vecchi , giovani, ignoranti , istruiti, depravati o brave persone. Ogni uomo è sottoposto alla potenza del Signore. Gesù è il magnete e nessun altro è :

RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI.

La musica in chiesa non attira come Gesù, nemmeno una grande eloquenza attira come Gesù, neppure il cerimoniale o la liturgia tradizionale. Ma innanzi tutto Gesù per mezzo dello S. Santo . Per questo motivo non sprechiamo questo giorno dietro chiacchiere inutili ma lavoriamo con Lui , per Lui , mettendo le nostre mani sulle Sue corde di amore , attirando a Cristo e attraverso la potenza di Cristo in noi altre anime al Suo grande e unico amore.

L’episodio della pesca miracolosa, conferma quanto detto  la  collaborazione tra Gesù e noi porta ad una soluzione. La pesca fu miracolosa ma né la barca , ne il pescatore o la rete furono determinanti , ma neppure ignorate. Tutto venne adoperato per pescare, così avviene oggi Dio ha deciso di salvare per mezzo della predicazione  confermando che “ Quando Lui è innalzato attira e salva le persone”. Gesù potrebbe ugualmente salvare senza usare gli strumenti e sarebbe ugualmente glorificato, ma ha stabilito il criterio di collaborazione e dice “ Quando sono innalzato dagli uomini, attiro le persone a me “. Gli strumenti da soli sono assolutamente inutili  .

“Signore abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”, erano forse inesperti ? No erano pescatori.  Non si erano impegnati troppo ? Avevano faticato tutta la notte . Non avevano perseverato ? L’intera nottata a provare e riprovare.

Mancava forse il pesce nel mare ? Appena Gesù parlò una quantità innumerevole fu pescata. Allora che dire ?  Il vangelo ci dice che gli strumenti da soli sono inefficaci, ”Senza di me non potete fare nulla” disse una volta il Signore.

Ma con Gesù diventiamo pienamente efficienti,  quando Lui è innalzato, la Sua presenza diventa la nostra potenza. Lui è in mezzo a noi e la Sua voce governa e comanda ogni cosa. “Ogni autorità gli è data in cielo e in terra” . Muoviamoci oggi, forse anche faticando, con la consapevolezza che Gesù innalzato da Dio Padre è con noi e Lui riempie le reti di pesci e la nostra vita di miracoli.

 

 

C.H. Spurgeon

 

giovedì 28 aprile 2016

IDOLI NELLA CHIESA.


3 IDOLI DELLA CHIESA

Ezekia secondo l’affermazione delle scritture fece ”Ciò che è giusto agli occhi del Signore” (2 Re  18:3). Nel verso successivo abbiamo i dettagli di cosa Ezechia fece: “Egli rimosse gli alti luoghi , distrusse le colonne sacre e  gli Asherah .  Infine ruppe in pezzi il serpente di bronzo che Mosè aveva fatto , dove gli israeliti hanno bruciato incenso fino ad oggi ” (2 Re  18:4).

Certamente le persone comprendono  quando un leader rimuove gli idoli che deviano il cuore  dall’adorazione che si deve all’unico Dio .  Il popolo si aspetta che un leader  faccia questo e che insista fino a quando l’adorazione  non sia data solo al Signore. Ma quando Ezechia  ruppe il serpente  costruito da Mosè fece qualcosa di inaspettato e controverso agli occhi del suo popolo, egli lo fece intenzionalmente.

Ritenne  opportuno e necessario farlo  e lo fece , sapendo che avrebbe prodotto alcuni effetti.

Infatti eliminare gli idoli pagani è una cosa  ma  “Il serpente, che Mosè, l’uomo più importante della storia ebraica aveva fatto è un'altra !”   quello era il serpente di bronzo  che nel corso di una piaga fu innalzato in modo che ognuno che lo guardava veniva guarito. (Numeri 21).

Ezechia distrusse quel serpente  perché  : “ Veniva  adorato anche se aveva perso il suo potere di guarire”.   Avviene spesso che gli strumenti che Dio usa per portare guarigione e rinnovamento nella chiesa, diventino oggetto di adorazione. Nella nostra natura peccaminosa,  è radicata la tendenza ad idolatrare le cose o persone che per noi sono importanti, tanto più se nel corso della storia della nostra vita hanno avuto un ruolo di liberazione o guarigione. Il serpente di rame era stato uno strumento per un periodo ma  non doveva diventare uno idolo a tempo indeterminato.

 Anche oggi le cose non sono cambiate , lo strumento viene scambiato per Colui che lo ha usato e da un tempo preciso in cui è stato utile  diventa uno strumento eterno.

Di seguito descriviamo tre idoli comuni nella chiesa contemporanea:

(alcuni di questi riguardano di più l’America)

 

1. IL LUOGO  O  SANTUARIO

Siccome il Signore opera grandi cose nel cuore delle persone quando si riuniscono insieme, il locale ha preso  un peso eccessivo nelle priorità dei pastori, passando da luogo di trasformazione ad oggetto di adorazione . Spesso I leader parlano di rilocazione come chiave per una svolta nella Chiesa, in questo caso possiamo dire che il mito del serpente  di rame  si materializza di nuovo nella chiesa. Noi dobbiamo ricordare che le persone e non  gli edifici  sono la chiesa . Dio non vive nel luogo dove noi ci raduniamo , ma Egli vive nel cuore del Suo popolo. Oggi molti leader sono bloccati dal fatto che secondo loro non hanno un locale idoneo per fare l’opera di Dio, questo può essere vero ma non deve assolutamente impedirci di compiere tutte quelle opere che Gesù stesso faceva fuori dal tempio.

2. IL PASSATO

Tutti noi possiamo dire che Il Signore ha operato meravigliosamente nel passato , ma dobbiamo evitare che  il passato  diventi un idolo dove le persone “vivono”  più che nel Signore stesso.  Essere grati per tutto ciò che il Signore ha fatto nel passato è una cosa , adorare il passato è un'altra. Se quei giorni sono stati meravigliosi ed entusiasmanti , lo sono stati perché il Signore è grande e non viceversa. Infatti oggi molti attribuiscono più autorità ai tempi “migliori o peggiori “che al Signore stesso. Molte persone tra cui anche diversi  leader, dicono che ai giorni nostri la speranza di un cambiamento  da parte di Dio sia  pari al 10 % .

Noi tutti abbiamo bisogno di ricordare la scrittura che dice : Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e in eterno.

 

 3. LE ATTIVITA’

Siccome Dio a volte cambia le vite durante un campeggio,  una campagna evangelistica  o un evento, le persone potrebbero cadere nella tentazione  di elevare questi  programmi ad un livello pericoloso. Programmi possono diventare eterni e non strumenti per un discepolato efficace . Quando questo succede  stiamo costruendo un moderno serpente di rame .

Come possiamo essere leader come Ezechia e prevenire o distruggere I moderni serpenti di rame ?

 

Dobbiamo come leaders costantemente portare le persone a focalizzarsi su Gesù. Soltanto Lui è degnamente degno di essere adorato e solo Lui ha l’autorità di trasformare le persone. Aiutando le persone a  vedere la grandezza di Gesù , interveniamo di riflesso sugli idoli manifestando la loro pochezza. Se riusciamo a tenere gli occhi su Gesù le cose del mondo e gli idoli religiosi cadono miseramente davanti a LUI.

 

Come Leaders dobbiamo continuamente ricordare e ricordarci  lo scopo della Chiesa. La Chiesa esiste per fare discepoli . quando la Chiesa abbraccia la missione di fare discepoli  tutto il resto diventa strumento temporaneo  in questo grande obiettivo e non lo  scopo finale. Quando siamo concentrati sullo scopo primario della chiesa , tutto viene incastonato come parte del processo e le cose dette sopra vengono viste nella giusta prospettiva.

 

In conclusione possiamo dire che il Signore ha dettato la costruzione del serpente di rame e lo stesso Signore ne ha inspirato la distruzione.  E le scritture sentenziano  di Ezechia che : “Confidò nel Signore Dio di Israele e  nessuno dei Re di Giuda fù mai come lui.  (2 Re  18:5). 

 

 

 

 

 

Tratto da Church leaders  .

 

 

Traduzione Fabrizio Terregna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

lunedì 7 marzo 2016

Alcuni killer di un servizio gioioso


I killer di un servizio gioioso ( Filippesi 3: 1-7)

 

Il legalismo uccide la gioia nel servizio. Esso distrugge la gioia naturale che Dio ha stabilito nel servire gli altri, niente come questo nemico distrugge i ministri nel servizio gioioso a Dio.

Partiamo dalla domanda COS’ E’ IL LEGALISMO ?

Il legalismo è sostituire  nel servizio a Dio e nel cristianesimo in genere il ruolo e il rituale con la nostra relazione con Gesù. Esso è una trappola subdola che ci spinge a focalizzarci su quello e quanto noi facciamo per Gesù piuttosto di  quanto Egli ha fatto per noi.

L’apostolo Paolo in Filippesi 3, ci indica come lui sia riuscito a sfuggire alla trappola del legalismo, in questo processo di liberazione egli ci mostra quali sono i punti forti del legalismo, purtroppo ancora oggi queste trappole scattano nella vita dei  credenti.

 

·        Il legalismo è porre eccessiva fiducia nel rituale. Nel verso 5 egli dice “ di essere circonciso l’ottavo giorno”.  Anche oggi molti si vantano della loro partecipazione ai culti, del  loro battesimo, o del fatto che prendono parte alla santa cena come un atto che li rende migliori degli altri credenti. Queste cose sono buone e richieste da Dio, ma non sono da usare come strumento di approvazione o di vanto nei confronti degli altri o davanti a Dio.

 

·        Sempre nel verso 5, egli dice “Io sono della tribù di Beniamino”. Egli sta dicendo che il suo pedigree è autentico e regale di sangue blu ebraico, noi diremmo evangelico. Ai giorni nostri alcuni si vantano più dei loro legami di parentela con qualche pezzo da novanta che della loro relazione con Gesù. E’ chiaro e soprattutto biblico che è una benedizione avere parenti che hanno servito e servono il Signore con tutto il cuore, ma questo non ci mette in una posizione di favore davanti a Dio .

 

 

·        Paolo continua il suo discorso dicendo “ Ebreo di ebrei” (verso 5c). A questo punto entra in gioco il fattore religioso.  Molti oggi si vantano più della loro denominazione e del sistema della loro denominazione che del loro rapporto con Dio e con gli altri fratelli. Quando andremo in cielo Gesù non ci chiederà  a quale denominazione apparteniamo, ma cosa abbiamo fatto dei Suoi doni, dei suoi talenti, dell’opportunità che ci ha dato e soprattutto di Lui. Abbiamo obbedito alla  Sua volontà ?
 
 
 
·        Nel (verso 6) entra in gioco la parola IRREPRENSIBILE  
Paolo dice“ Nei confronti della legge Fariseo”. Come molti di noi sanno, i Farisei erano ai tempi di Gesù  l’elité religiosa. Avevano persino l’autorità o l’arroganza (fate voi) di trasformare i 10 comandamenti in 613. Questo per vagliare i veri religiosi e i falsi. Essi non cuocevano un uovo nel giorno di sabato perché era un lavoro.  Addirittura non schiacciavano una mosca in giorno di sabato perché era lavoro. Paolo parlando del suo passato religioso sta dicendo “io ero un campione di legalismo”.
 
 
  •     Il legalismo punta molto sull’attivismo, ( verso 6b)” in quanto allo zelo…persecutore della chiesa”. Egli sta dicendo : Mi davo da fare più di tutti, organizzavo più campagne anti cristiane degli altri, molto più nella difesa della sana tradizione ebraica. Oggi molti si vantano eccessivamente delle loro iniziative, le pubblicizzano sui social, come se fossero certificati di una chiesa viva. Inoltre aumentano le preghiere e stilano statistiche sulle persone che evangelizzano o battezzano. E’ ovvio che dobbiamo fare il massimo per l’evangelo, ma ricordando che il primo obbiettivo è “rendere felice Dio in quello che facciamo” e non le statistiche.

 

In tutte le cose che abbiamo descritto sopra non c’è nulla di male, fino a quando non alterano il nostro rapporto con Dio e gli altri ponendoci sopra un piedistallo che Gesù non ci ha dato. Fino a quando non ci spingono a misurarci con gli altri  e ci fanno dimenticare che Dio ci ha amati per primo e ci ha dato la gioia di servirlo. Se poniamo troppa enfasi su queste cose perdiamo la gioia di servire Dio  e il ministero diventa carnale.

 

L’antidoto al legalismo è la grazia, cioè sapere che non puoi meritare il favore di Dio, che non strappi la Sua approvazione a motivo della tua performance. Che il tuo servizio non è il risultato dei tuoi meriti ma della Sua vocazione e chiamata.

 

DISTOGLIERE IL NOSTRO SGUARDO DA COSA GESÙ HA FATTO PER NOI  E FISSARLO SU COSA O QUANTO NOI FACCIAMO PER LUI È PERICOLOSO , VERAMENTE PERICOLOSO.

 

Fondare la nostra giustizia sul nostro servizio è eresia, noi siamo giusti esclusivamente grazie al sangue di Gesù.

Dio non ci amerà di più, perché facciamo tanto e non ci amerà di meno perché facciamo meno è soltanto perdere l’occasione di sperimentare la gioia di servire.

Il cristianesimo fondamentalmente è un servizio che nasce da una relazione con una persona Gesù Cristo. In (Giovanni 15) Gesù dice “ Chi dimora in me e nel quale io dimoro porta molto frutto”.

 

Sovvertire la giusta relazione causa ed effetto significa partorire un servizio cinico e professionistico di cui nessuno di noi ha bisogno.

 

DIO CI BENEDICA

 

RICK WARREN   

mercoledì 10 febbraio 2016

Idee per conquistatori di anime





7  Armi da sfruttare per diventare un conquistatore di anime

Gesù disse ai Suoi  “ Seguitemi e vi faro pescatori di uomini “ (Matteo 4:19 ), l’implicazione di quanto detto è chiara se noi realmente seguiamo Gesù   diventiamo pescatori  esperti di anime. Inoltre le Sue ultime parole prima di ascendere in cielo furono ”Andate per tutto il mondo e fate discepoli di tutte le nazioni” (Matteo 28 :19).  I Cristiani del nuovo testamento andavano da tutto seminando la parola (Atti 8:4).

Come possiamo diventare efficaci testimoni per Lui ?

 1. Chiedi a Dio  di donarti un peso evangelistico  per gli altri . Chiedigli di farti vedere il mondo come Lui lo vede  e di mostrarti un numero  di persone per le quali vuole che tu preghi. Inizia a pregare per queste persone   chiedendo a Dio di donarti qualche opportunità per vincerle a Gesù. Un canto antico dice così  “Signore metti qualche anima sul mio cuore e amala attraverso di me fa che io faccia la mia parte per portarla a te”.

2. Vivi una vita Cristiana coerente e consistente davanti a queste persone Gesù disse “ Voi siete la luce del mondo, fate risplendere la vostra luce davanti agli uomini, affinché  vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:14-16). La chiesa porta la croce  quando vive in obbedienza e onestà in un mondo corrotto, , quando si sforza di amare in un mondo che odia  e cerca di perdonare in un mondo ferito e amareggiato.  Inoltre mostra ferma fiducia in Dio e autentica fede in un mondo che facilmente entra  nel panico. E’ chiaro che non parliamo di essere perfetti o senza peccato, ma di una crescita verso un cristianesimo maturo che conquista   il rispetto delle persone, per  poi condurle a Cristo.

3. Impariamo a costruire ponti con le persone che non conoscono Cristo . Dopo che il Signore ci ha mostrato qualche persona per cui pregare cerchiamo di trovare delle occasioni per entrare in contatto con loro. Ci viene detto nei vangeli che Gesù  entrò nella casa di Zaccheo dove trovò altre persone a cui parlare e portare salvezza, mentre rimaniamo consapevoli che la chiesa è la nostra famiglia spirituale, coltiviamo amicizie con le persone che non conoscono Gesù per conquistarle a Lui. Dio ti ha posto in maniera specifica nella scuola o nel lavoro dove sei, oppure in un dato luogo perché vuole farsi conoscere a quelle persone attraverso te. Ci sono  delle persone a cui puoi arrivare solo tu…..

4. Memorizziamo il vangelo . Impariamo I versetti della bibbia che possono aiutarci nel conquistare anime . Dovremmo sapere a memoria versi come: (Romani 3:23; Giovanni 3:16 ; Romani 6:23) e altri ancora. Questi versi sono  veri capisaldi per  l’evangelizzazione . Iimparare i versi  significa anche avere dimestichezza sul loro significato e riuscire a condividerlo con le persone .

5. Essere sempre aperti e pronti spiritualmente per condividere Cristo. Pietro nella sua epistola scrive: “Santificate il Signore nei vostri cuori e siate sempre pronti per rendere testimonianza della speranza che è in voi a coloro che ve lo chiedono” (1 Pietro 3:15).

6. Se le opportunità per condividere Cristo non arrivano naturalmente , createle   artificialmente.  Cioè organizzate qualcosa che vi dia occasione di testimoniare,  invitando  qualcuno per un thè o altro, ma non rimaniamo troppo a lungo in attesa per l’occasione giusta, sforziamoci di condividere il vangelo, e invitiamo qualcuno in chiesa o ad una preghiera ricordandogli che  “Lui/Lei ha bisogno di Cristo”.  

7. Affidiamo I risultati a Dio. Noi siamo responsabili per la semina ma è Dio che fa crescere e raccogliere. A noi è stato affidato il mandato di testimoniare , ma è Dio che salva e converte. Dopo che abbiamo fatto il nostro meglio, lasciamo a Dio il resto . A questo proposito è utile ricordare la testimonianza di un uomo Edward Kimball  che voleva  vincere a tutti i costi qualche persona al Signore Gesù. Tra i suoi amici c’era un giovane che si chiamava  Dwight Moody, così andò a trovarlo nel posto dove lavorava con il cuore in gola  e poggiando la  mano sulla sua spalla  gli disse di accettare Gesù… ma la reazione del giovane non sembrò affatto compiacente e così l’uomo andò via pensando di aver fatto un buco nell’acqua. Ma  il giovane amico quel giorno alla fine del suo lavoro uscì dal negozio , nato di nuovo e diventò uno tra i più proficui  evangelisti della sua generazione.  
A presto
Fabrizio Terregna

Questo articolo è stato estratto  da “Punto di svolta”  un giornale cristiano curato dal Dr. David  Jeremiah's .

 
 

venerdì 13 novembre 2015

LA PREGHIERA CHE PREVALE


«Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!"

 

Bartimeo era cieco. La sua anima stanca giaceva insieme al suo corpo ai lati della strada. La sua cecità lo aveva reso così. Non appena  capì  che  Gesù passava   si mise a gridare . Non voleva che il Figlio di Davide  passasse vicino a  lui,  senza dargli quello che desiderava .

Le sue prime grida non ottennero  alcuna risposta da parte di Gesù. Ma soltanto  uno "stai tranquillo" da parte della folla che seguiva Gesù.  Bartimeo  però non aveva intenzione di “stare tranquillo”, proprio quando l'unica persona che aveva il potere di dargli la vista era così vicino.

Non era il momento della cortesia , non era il momento di lasciarsi fermare dalla legge religiosa che impediva ai mendicanti ciechi di  violare lo spazio sacro  di un rabbino. Non era neanche  il momento del fatalismo passivo che dice  "Ci  penserà  Dio ".

No, questo era  il  l “Carpe Diem” della disperazione.  Era il tempo del prevalere sopra le opposizioni.  Il  momento di una santa (legittima) esigenza  .  Al principiò sembrava che il  Figlio di Davide non ascoltasse le  grida di Bartimeo  così lui iniziò  a gridare più forte : "Figlio di Davide, abbi pietà di me!"

 

I rimproveri si fermarono Improvvisamente. Il ronzio della folla si  calmò.

L’ adrenalina aumentò velocemente nella vita di Bartimeo  quando qualcuno gli disse:

«Coraggio. Alzati  Gesù  ti chiama. "Si alzò e fu spinto dove era Gesù .

 

Quando la guida si fermò, una voce gli  disse: «Che cosa vuoi che io faccia per  te ?» La voce era paziente, gentile, ma sicura  come  non aveva mai sentito prima. Le parole sembravano poggiare su un’autorità eterna, come se stesse parlando  il monte Sion.

 

Bartimeo sentì improvvisamente la sua indegnità nell’ affrontare Gesù. Ora la sua parola  è un misto di disperazione e riverenza. "Rabbi, fammi recuperare la vista."

 

Ci fu una pausa di silenzio. Il cuore di Bartimeo era un martello; le mani sudate.

Poi la voce disse ancora: «Va '; la tua fede ti ha salvato ".

 

Prima che le parole  finissero  Bartimeo inizio a  sentire una strana sensazione nei suoi occhi.

I nervi  ottici furono ravvivati e iniziarono a  rilevare la  luminosità, quindi  notò le immagini. Potrebbe essere? I condotti lacrimali cominciato a traboccare, sia per lubrificare la congiuntiva sia per esprimere una gioia appena nascente dopo le tenebre. Con gli  occhi contratti dalla brillantezza del sole di mezzogiorno, Bartimeo iniziò a stropicciarseli.

 

Quando li riaprì, Bartimeo guardava negli occhi intensi di  un giovane uomo. Un'ondata di emozioni  passarono su di lui. Non era sicuro di quello che avrebbe visto, ma in qualche modo non era il Gesù che si aspettava. La voce straordinaria proveniva da  un uomo che sembrava sorprendentemente ordinario.  Poi notò  gli occhi di tutti  in tutti i volti che lo circondavano. E un applauso salì da quelli che potevano vedere che il cieco  vedeva.

 

Quando Bartimeo si voltò per  guardare, vide la schiena del Figlio di Davide. Gesù era già diretto verso Gerusalemme. Le sue parole, "Va la tua fede ti ha salvato"  risuonanavano ancora nelle sue orecchie . C'è voluto un po’ di tempo a Bartimeo per decidere  che Gesù era ormai la sua “Via”.

 

Bartimeo ci insegna a pregare

 

Bartimeo ci insegna qualcosa di molto importante sulla preghiera.

Questa storia scritta in (Marco 10: 46-52) è un modello di preghiera che prevale, non solo nella sua perseveranza o “testardaggine”, ma nella sua dinamica.

 

Una preghiera reale  inizia con un desiderio reale, spesso rasenta la disperazione. Allora gridiamo a Dio, e lui sembra non  rispondere. Siamo scoraggiati dalle circostanze, e talvolta anche dalle persone, che vogliono che smettiamo di pregare.

In che modo, Dio vuole che noi rispondiamo e reagiamo a tutto questo?

Vuole che continuiamo  a chiedere e a gridare più forte!

 

Non essere timido in preghiera. Dio non è alla ricerca di pregatori gentili  che seguono il protocollo . Nei vangeli ci sono molte storie di persone che nel bisogno reale di una risposta hanno trasgredito il protocollo giudaico e hanno ottenuto la risposta che cercavano. Dio cerca una preghiera persistente, che prevale . La persistenza della vedova in (Luca 18: 1-8),  che irritava il giudice ingiusto , è proprio la qualità che Dio cerca in coloro che chiedono ed è incoraggiante per noi. Dio sta cercando coloro che sono disposti a "gridare a lui giorno e notte" (Luca 18: 7). Sta cercando disperatamente dei Bartimeo che pretendono di essere ascoltati, per la quale  una  non risposta non è una risposta. Sta cercando chi vuole "sempre pregare senza stancarsi "(Lc 18, 1). Sta cercando persone nella quale "trovare la fede sulla terra" (Luca 18: 8).

 

Ascoltate questa domanda incredibile  di Gesù: "Che cosa vuoi che io faccia per te" sembra ovvio

Lo sai? Di  cosa sei alla disperata ricerca ? Non essere vago, si specifico. Non siate paurosi, ma audaci. Il Figlio di Davide è vicino.

Seguiamo l'esempio di Bartimeo e non lasciamo passare il Figlio di Davide senza darci una risposta. Qualunque sia la sua risposta , Egli ci aprirà gli occhi alla Sua gloria strabiliante.

 

Dio promette di dare giustizia rapidamente ai suoi eletti che pregano insistentemente (Luca 18: 8). Forse vuole dirci che  Egli è pronto a risponderci "rapidamente" se da parte nostra,determiniamo a gridare più forte, a pregare giorno e notte,  incessantemente nella fede, fino a quando ci risponde. Egli ama quel tipo di fede.

giovedì 10 settembre 2015

Quando tutto quello che hai è un "FORSE". ( 1 Samuele 14 : 6 )


Il Nuovo Testamento, insegna che senza fede è impossibile piacere a Dio
 (Ebrei 11:6)

Il capitolo inizia  così : La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono. (Ebrei 11: 1)

Inoltre la quasi totalità dei miracoli operati dal Signore Gesù hanno richiesto la fede .

Ma la bella notizia è che non devi aspettare di avere una fede perfetta per ottenere un miracolo ,  puoi iniziare oggi con quella che possiedi.

Infatti la storia del miracolo descritta in  (1 Samuele 14: 6) contiene 
UN “FORSE”    che diede inizio alle danze.

Leggendo  le parole di Gionatan è chiaro che non possiede una  fede certa , lui possiede una fede storica che si basa su quanto ascoltato dall’esperienza altrui   ma non sul fatto che Dio farà qualcosa per loro, e interverrà nella loro situazione.
 
Il quadro storico della  situazione ci aiuterà a capire, il perché della fede  debole.



1) Avevano permesso al nemico di derubarli della parola :  (1 Samuele 13:22)  Nel giorno della battaglia avvenne che in mano a tutta la gente che era con Saul e con Gionatan non si trovava né una spada né una lancia; se ne trovava soltanto in mano di Saul e di Gionatan suo figlio.

Noi sappiamo che la spada è il simbolo della parola di Dio come dice
(Ebrei 4: 12 ) inoltre dovremmo sapere che quando manca la parola di DIO la povertà spirituale prende il sopravvento. In ( 2 Pietro 1: 3-4 ) ci viene detto che Dio ha provveduto  tutte le cose che servono alla vita, esse sono disponibili e presenti  nella parola di Dio  , attraverso la parola di Dio noi veniamo a conoscenza della risposta di Dio alla nostra situazione.

Non è un caso che si attivò Gionatan la sola  persona oltre a Saul che aveva la spada al suo fianco  perché la parola non è solo conoscenza ma la potenza di Dio per chiunque crede. (Romani 1:17)

 Quella spada gli ricordava continuamente chi lui era e cosa doveva fare.



2) Essi lasciavano che fossero i nemici  a determinare il campo di applicazione della parola.
(1 Samuele 13: 19) Or in tutto il paese d'Israele non si trovava alcun fabbro, perché i Filistei dicevano: «Gli Ebrei non fabbrichino spade o lance». 20 Così tutti gl'Israeliti scendevano dai Filistei per affilare .

Allora abbiamo detto che il maligno li aveva privati della parola e modellava la loro mente relegando il ferro al solo uso domestico.

Noi periamo se permettiamo alle circostanze di modellare la nostra mente, e se deleghiamo all’ambiente in cui viviamo il campo di applicazione della parola.

(Proverbi 27:17) Il ferro affila il ferro, così l'uomo affila il volto del suo compagno.

Dobbiamo sapere con certezza con  chi ci  stiamo  affilando  o dovrei dire affiliando   perché ne dipende il campo di applicazione, l’avversario e il mondo  degraderanno sempre la parola di Dio alla sfera dell'improbabile  e della religione mentre noi sappiamo che Gesù può salvare completamente coloro che si rivolgono a Lui.
 
 
Il giovane Gionatan, non portava la sua spada ai filistei per affilarla e non disse nulla a suo padre,  (Forse ) per timore di essere scoraggiato, ma partì avendo con se una spada e un  “FORSE”.
 Non era il massimo come abbiamo detto prima , ma era il massimo di ciò che lui possedeva e con quel forse avanzava cercando un valico.  Camminava  con  poca fede e l’incertezza. Il futuro  non era chiaro ma sapeva che doveva avanzare per rompere l’oppressione . Non sapeva quale via avrebbe portato alla vittoria. Cioè sentiva che quella era la cosa giusta da fare ma non sapeva come.
 
In EFESINI 6 Paolo ci dice di prendere lo scudo della fede per spegnere i dardi infuocati del maligno.  Il dubbio è l’opposto della fede . A volte  quando siamo sicuri di una cosa  il diavolo vuole rubarcela o farla morire. Ma ci sono anche delle volte che semplicemente non è chiaro quale passo dobbiamo compiere, avendo il sentimento di qualcosa da parte di Dio ma in maniera astratta. D’altronde la fede è richiesta proprio quando c’è insicurezza e incertezza, l’uomo cerca certezze ma per arrivarci devi affrontare e vincere le incertezze. Gionatan avanza avendo vicino a lui  un altro “pazzo” che crede ai miracoli mettendo a repentaglio la sua vita.
LA STORIA CONTINUA DICENDO : ( 1 Samuele 14 ;11)
11 Così si fecero vedere tutti e due dalla guarnigione dei Filistei. E i Filistei dissero: «Ecco gli Ebrei che escono dalle grotte dove si erano nascosti!» 12 Gli uomini della guarnigione, rivolgendosi a Gionatan e al suo scudiero, dissero: «Venite su da noi, ché abbiamo qualcosa da dirvi». Gionatan disse al suo scudiero: «Sali dietro a me, poiché il SIGNORE li dà nelle mani d'Israele». 13 Gionatan salì, arrampicandosi con le mani e con i piedi, seguito dal suo scudiero. E i Filistei caddero davanti a Gionatan; e lo scudiero, dietro a lui, li finiva. 14 In questa prima disfatta, inflitta da Gionatan e dal suo scudiero, caddero circa venti uomini, sullo spazio di circa la metà di un iugero di terra. 15 Lo spavento si sparse allora nell'accampamento, nella campagna e fra tutto il popolo; la guarnigione e i guastatori furono anch'essi spaventati; la terra tremò; fu uno spavento terribile.
 
Quando tutto quello che possiedi è un  " FORSE"  hai  già abbastanza per attivarti , agire e muoverti in fede e Dio opererà le vittorie che ha preparato per te.
 
Apocalisse 3:7 «All'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: Queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre: 8 "Io conosco le tue opere. Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.
A presto e Dio vi benedica donandovi vittoria piena nelle battaglie che state affrontando.
Fabrizio Terregna
 
ps. Thanks to Church leaders.com